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Turisti incivili: sette meraviglie a rischio

Una mappa dei 7 luoghi che hanno risentito maggiormente delle conseguenze del turismo di massa

Il turismo rappresenta senza dubbio alcuno una delle maggiori risorse per l’ economia mondiale. E la tecnologia, i media, e i social hanno aiutato senza dubbio le agenzie di viaggio e i viaggiatori autodidatti ad aprirsi più chiari ed ampi scenari ed itinerari. Per la verità peró nessuno pensa alle conseguenze del fenomeno del turismo di massa. Ci sono infatti luoghi di fama e interesse mondiale che, dai comportamenti incivili e imponderati dei turisti, rischiano di essere messi duramente alla prova. Invitiamo dunque alla cautela qualora decidiate di sceglierle questi 7 luoghi come mete dei vostri prossimi viaggi.

Il Monte Everest. A mettere a dura prova la cima più alta del mondo sono soprattutto i rifiuti e… la cacca. Gli scalatori con le loro guide si lasciano dietro montagne di rifiuti, anche… organici. Il campo base, a 5.300 metri di altezza, non è dotato di fogne ma le latrine vengono svuotate in fusti che poi vengono smaltiti. Negli altri 4 campi, che si trovano a varie altezze tra la base e la cima della montagna, invece si usa scavare una buca nel ghiaccio, per seppellire le feci. Ma quando aumenta la temperatura, il ghiaccio si sciolgono e queste riaffiorano, provocando un odore sgradevole. I rifiuti invece a volte sono così tanti che bloccano interi sentieri.

Stonehenge. Nel 2015 The Heritage Journal ha denunciato lo stato in cui i visitatori sono soliti lasciare il celebre cerchio di pietre di Stonehenge, dopo il solstizio d’inverno: gomme da masticare attaccate al monumento antico, graffiti e persino il tentativo di accendere fuochi qua e là. Da tempo molti chiedono il divieto di camminare tra le pietre durante i solstizi, quando una massa di turisti si riversa nel sito archeologico. I volontari che si occupano della sua pulizia, dopo l’ultimo solstizio d’estate hanno lamentato a gran voce la presenza di vomito, feci e rifiuti vari, nascosti tra le pietre del monumento preistorico.

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Phi Phi island (Thailandia). Resa famosa dal film “The Beach” con Leonardo Di Caprio, la spiaggia di Phi Phi è ormai invasa dai turisti, che non sempre la rispettano. Due anni fa il quotidiano The Phuket Gazette ha pubblicato un articolo per dire al mondo che la spiaggia “piange”. Più di 1.000 visitatori arrivano sull’isola ogni giorno con il servizio di linea, mentre è imprecisato il numero di turisti che giungono direttamente sulle spiagge con motoscafi e yacht. Per intenderci, Phi Phi produce una media di 25 tonnellate di spazzatura al giorno, che salgono a circa 40 tonnellate durante l’alta stagione.

Le Piramidi di Giza (Egitto). Ogni tanto le autorità egiziane arrestano turisti che si sono dilettati a scalare le piramidi, per poi mettere il video della loro bravata su Youtube. In genere chi viene colto in flagrante a scalare le piramidi rischia fino a tre anni di carcere: un provvedimento necessario per proteggere i monumenti, che non reggerebbero alle continue sollecitazioni dei climbers. Secondo gli archeologi anche la gran quantità di rifiuti attorno alle piramidi è preoccupante, così come fino a qualche anno fa lo erano le deiezioni dei cammelli a cui poi è stato impedito di avvicinarsi alle piramidi.

Venezia. A febbraio 2017, il presidente della Regione Veneto si è spinto a chiedere il numero chiuso per i turisti a Venezia, che ad oggi secondo Francesco Bandarin, veneziano trapiantato a Parigi, vicedirettore generale delegato alla cultura all’Unesco, sono la bellezza di 30 milioni all’anno. Più di 2/3 di questi sono turisti mordi e fuggi, esentati dal pagare la tassa di soggiorno (perché non si fermano a dormire). Un flusso tale di persone è difficile da gestire e lascia in città non pochi rifiuti. C’è poi il problema delle “grandi navi”: le circa 600 navi da crociera, che ogni anno entrano in laguna e ormeggiano alla stazione marittima.

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Machu Picchu. Per agevolare il flusso sempre maggiore di turisti, le autorità peruviane periodicamente propongono di costruire una funivia sul Machu Picchu. Ma organizzazioni come l’UNESCO e gli ambientalisti si oppongono perché superare il limite attuale di 1 milione di visitatori all’anno sarebbe ingestibile. Inoltre la gente del posto si lamenta che l’afflusso di turisti arricchisce soltanto i tour operator e gli alberghi di lusso, lasciando a bocca asciutta le comunità che vivono vicino al sito precolombiano.

La grande muraglia cinese. Si estende per migliaia di chilometri, costruita per difendere la Cina dagli eserciti nemici, ma oggi a metterla in pericolo sono le orde dei turisti. Ampie sezioni della muraglia sono stati deturpati dai graffiti e secondo il Beijing Times, il 30% della fortificazione è scomparso a causa dell’erosione naturale e dei danni provocati dall’uomo.

 

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