Fashion

La Top 10 dei marchi GDO, sul mercato un intero settore in perdita

Per l' anno 2016 in Italia i marchi della grande distribuzione organizzata sono quasi tutti in perdita. Tengono bene invece le aziende più piccole, che generano 28 mld di vendite

Può sembrare paradossale ma è così. Tutti i grandi marchi italiani che troviamo nella grande distribuzione hanno fatturati in perdita. A smuovere le acque del commercio al dettaglio ci sono infatti le aziende medio piccole, con fatturati ben più esigui rispetto alla “Barilla” o alla “Henkel”. Un giro d’ affari che si attesta intorno ai 28 miliardi di euro. Molto probabilmente la causa del paradosso è da ricercarsi nella dispersione organizzativa delle grandi aziende, che dunque sprecano troppe risorse al loro interno che incidono negativamente sulle percentuali di fatturato.

L’ internazionalizzazione di questi marchi ha, con molta probabilità, rotto il sistema di management a “doppia elica” per cui a una capacità di migliorare i prodotti (qualità ed efficienza) non ha corrisposto un miglioramento della qualità delle persone garantendo il ripetersi positivo del ciclo. Inoltre la necessità di accrescere i punti di produzione, di inserire personale abbassando gli standars di selezione e pescando da culture diverse, senza che si abbia avuto il tempo di integrare, ha portato allo “scollamento” procedurale che necessariamente influisce sui risultati finali. Per il 2016 in Italia nell’ analisi complessiva condotta su 25 brand della grande distribuzione organizzata, soltanto 3 di questi risultano aver ottenuto segni positivi sul fatturato mentre i restanti 22 sono in perdita. Così come dunque, l’intero settore GDO.

Alle prime 5 posizioni della classifica dei brand della GDO si attestano Barilla, Nestlé, Lactalis, Ferrero e Unilever che registrano perdite variabili dallo 0,5% di Nestlé al 3,4% di Lactalis e Unilever. Dalla sesta alla decima posizione si trovano poi Bolton, P&G, Granarolo, Mondelez International e Henkel, ma tra queste si nota il segno positivo nella percentuale del fatturato soltanto per Bolton, che cresce dell’ 1,6%, mentre le perdite più corpose sono state registrate per Granarolo che perde nel solo 2016 il 4% del fatturato. Molto probabilmente su questo incide anche il fattore “crisi economica”, per cui gli italiani si affidano a qualità vagamente inferiori rispetto a quella garantita dai grandi distributori, per affidarsi a quella delle aziende più piccole, che però favoriscono gli acquisti applicando prezzi inferiori.

READ  Banane gonfiabili e proteste contro "africanizzazione", il peggio di Milano si scaglia contro le palme

 

Categorie
FashionTop News

Lascia un commento

*

*