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I 5 motivi per cui Uber avrà la meglio sui tassisti

Lo sciopero dei tassisti prosegue nelle principali città italiane. Il rinvio tramite Milleproroghe dell’emendamento che costringeva gli autisti di Uber a tornare alla propria rimessa tra un viaggio e l’altro ha scatenato un vero e proprio putiferio. La questione di fondo è l’esistenza di una legge resa ormai obsoleta dalla tecnologia moderna. Smartphone, cellulari e internet a portata di mano possono consentire di trovare un passaggio in pochi minuti. Per questo la questione verrà risolta a favore di Uber, almeno nel lungo periodo. Per almeno cinque motivi:

  • Tempistica – Partiamo da un dato di fatto: i tassisti hanno poco, pochissimo tempo per far valere le loro ragioni. Mercoledì scatterà a Milano la settimana della moda, con una vera e propria invasione di turisti. Per allora lo sciopero dovrà essere terminato, perché in ballo ci sono gli interessi di tanti lavoratori che potrebbero rinunciare alla protesta pensando agli ingenti guadagni. Il governo incontrerà i rappresentanti martedì, e in un giorno bisognerà trovare una soluzione. Screditare il Milleproroghe accontentando i tassisti (pessimo per l’immagine pubblica) o cercare una trattativa che convenga a entrambe le parti? Con la seconda opzione un giorno non può bastare.
  • Opinione pubblica – Come anticipato, la risoluzione della vicenda non potrà sfuggire agli occhi del pubblico. I media hanno dato risalto alla notizia, anche perché (tolta la scissione del PD) è un periodo relativamente fiacco per i notiziari. Calare le braghe di fronte a questa protesta è come minimo rischioso per il governo attuale, che già non vive un momento felice. Soprattutto considerando che il ruolo dei tassisti non è visto come prioritario dai ceti medio-bassi, costituenti buona parte dell’elettorato.
  • Tecnologia – Rinunciare al Milleproroghe può rimandare il problema, non eliminarlo. La tecnologia a disposizione dei cittadini impiegherebbe poco tempo a permettere altre soluzioni di concorrenza ai tassisti. Un’app in stile BlaBlaCar riproporrebbe lo stesso problema, e la strada del proibizionismo assoluto può essere pericolosa. Il rischio è infatti fomentare l’illegalità dei passaggi in auto, con tutte le conseguenze del caso.
  • Priorità – In un momento in cui il PD è a serio rischio scissione, prendere una decisione repentina su un caso così spinoso può avere effetti devastanti. L’impressione è che l’equilibrio, già fortemente destabilizzato, possa spezzarsi per ogni minima questione irrisolta. Pur chiedendogli di agire in tempi brevi, il governo proverà a temporeggiare.
  • Come si guadagna di più? – Infine non è da escludere che il governo abbia bisogno di capire quale sia il modo migliore per ottenere i maggiori vantaggi economici. Un servizio come Uber ad oggi costa meno e attrae più clienti. Con la tassazione giusta, le casse Statali avrebbero un aumento di incassi. Per di più rifondando un lavoro che rischia di diventare obsoleto. Se il governo ritenesse più vantaggioso riformare il sistema che confermare il decreto anti-Uber, sarebbe difficile per i tassisti riprendersi da una simile botta.
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