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“Gran ballo fascista”, l’ultima trovata di una scuola di Roma

Per la serie “non si impara mai dai propri errori”. E’ notizia di giornata che una scuola media di Roma ha avuto la brillante idea di organizzare un gran ballo fascista, o meglio un ballo in cui il vestiario deve essere il più fedele possibile al periodo citato. Per di più con musiche tipiche dell’epoca, per non farsi mancare niente. Una gaffe non da poco, di cui il preside della scuola si è accorto in ritardo.

Va detto che pare soltanto un misunderstanding, quel termine inglese usato per coprire figuracce colossali attribuendole a una mancanza di comprensione. Perché la circolare con cui si annunciava l’evento faceva riferimento a un’iniziativa (anch’essa discutibile) dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, chiamata “Ricostruire la storia: l’epoca fascista nelle nostre scuole e nei nostri quartieri”.

Ora, bisogna riconoscere che di per sé il titolo è ambiguo. L’Ufficio regionale poteva anche metterla giù in un modo diverso, se proprio voleva una ricostruzione precisa del periodo più buio della recente storia italiana. Ma un preside che legge l’iniziativa e pensa di creare un gran ballo fascista o è totalmente privo di buon senso o non capisce le possibili conseguenze della sua azione. Come se la presenza dei neo fascistelli non fosse già una macchia difficile da cancellare per la società odierna.

Sia chiaro, nessuno qui sta sostenendo che il fascismo non vada insegnato nelle scuole. Uno dei pregi della storia è portare agli occhi dei contemporanei gli errori del passato, implorando di non ripeterli. Di tutti i modi in cui si può immergere un giovane studente in quell’epoca, il gran ballo è forse il peggiore. Il pericolo di associare un’esperienza positiva a un periodo storico tutt’altro che felice esiste, soprattutto per i ragazzi di quell’età. Nelle scuole medie di oggi crescono i presidi di domani, e se l’idea dovesse prendere piede…

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