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La Camera boccia progetto su basi e servitù militare. Ma l’Italia pensa a Sanremo

E’ notizia di giornata che la Camera ha bocciato, o meglio affossato, un’interessante proposta di legge che avrebbe portato delle modifiche nel campo militare. Una notizia che potrebbe quanto meno far discutere, essendo il tema trattato molto delicato. In fondo perché pensare a queste sciocchezze, quando si può polemizzare sul vincitore di Sanremo o sulle dichiarazioni di un arbitro riguardo una partita di una settimana fa? Ma andiamo con ordine.

In Camera è stata di recente presentata una proposta di legge con alcune iniziative per portare il Parlamento ad avere più poteri nelle decisioni dell’Italia in ambito militare. La modifica più importante era costituita dall’introduzione della necessità di un’autorizzazione del parlamento per ratificare ogni accordo. Un modo per avere più opinioni nel momento in cui si va a stipulare un trattato con un Paese straniero.

Ai cittadini che avevano presentato la richiesta di approvare il progetto di legge stava a cuore la questione della trasparenza: divieto assoluto di progetti militari segreti e obbligo di pubblicizzare quelli realmente esistenti. Inoltre la proposta andava a minare i rapporti con tutti gli Stati che non escludono l’utilizzo del nucleare a scopo militare. Un’utopia nei rapporti internazionali contemporanei, va riconosciuto.

Ultimo nella lista delle richieste il divieto di servirsi di strutture civili pubbliche (come treni e aeroporti) per spostamenti militari. Richieste in larga parte condivisibili per i cittadini, meno semplici da applicare per il Parlamento. Ciò che però è apparso più significativo è la bocciatura totale del progetto, che non verrà nemmeno discusso. In nessuno dei suoi punti. Anche perché ci sarebbe ben poco da discutere, essendosi trovati d’accordo maggioranza e opposizione.

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Il risultato appare schiacciante soprattutto per il modo in cui ignora le richieste di chi ha proposto la sua approvazione. Un segnale non da poco in un’epoca in cui la forza militare a disposizione di diversi Paesi può avere effetti devastanti. Ma non pensiamoci, suvvia. Ci sono cose più importanti. Sanremo e la moviola, per esempio.

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